Osservi asimmetrie a livello dei fianchi? Una spalla risulta più anteposta dell’altra? Una parte del dorso (schiena) risulta più sporgente? le motivazioni di ciò sono collegate allo sviluppo anomalo della tua colonna.

Devi sapere che la colonna vertebrale, simbolo di forza, equilibrio e sostegno, ha sempre rappresentato un ruolo fondamentale fin dai tempi più antichi; essa viene raffigurata come un albero nel cui tronco scorre linfa e vita.

Eppure, spesso e volentieri, ci dimentichiamo della sua importanza. Ti sei mai chiesto cosa succede quando viene trascurata?

Per il suo corretto sviluppo, durante le fasi di crescita, è fondamentale individuare in tempo possibili alterazioni posturali. Forse non lo sai, ma durante le attività quotidiane, essa viene sottoposta a forze di vario genere, specialmente quando vengono mantenute le stesse posizioni per un periodo lungo di tempo.

Portare uno zaino pesante sulle spalle, stare seduti sul divano in maniera errata, giocare o fare i compiti senza mantenere una corretta postura, dormire su cuscini troppo morbidi o bassi, possono alterare la funzione del rachide e determinare tutti quei vizi posturali con rischi e conseguenze gravi per il benessere del nostro sistema portante.

CENNI ANATOMICI SULLA COLONNA

La colonna vertebrale è formata da circa 33 vertebre; 7 cervicali, 12 toraciche, 5 lombari, 5 sacrali e 3-4 coccigee. L’unità funzionale della colonna è rappresentata da due vertebre adiacenti, dal disco intervertebrale interposto, che ha lo scopo di assorbire e distribuire in modo uniforme le sollecitazioni, e dalle strutture capsulo-legamentose. La colonna svolge delle funzioni principali:

  • Supportare il peso corporeo
  • Trasferire le forze tra testa, tronco e pelvi
  • Consentire la flessibilità del tronco, la flessione e la torsione
  • Proteggere il midollo spinale

Sul piano frontale, in condizioni non patologiche, essa risulta simmetrica; sul piano sagittale, invece, si possono identificare delle curve fisiologiche:

– lordosi cervicale

– cifosi dorsale

– lordosi lombare

-cifosi sacro-coccigea

Queste curve aumentano la resistenza del rachide, la capacità di assorbimento degli impatti, la flessibilità e il mantenimento della stabilità articolare.

PARAMORFISMO O SCOLIOSI? CONOSCI LA DIFFERENZA?

È importante ricordare che, in età evolutiva e scolastica, non è raro trovare nei bambini alcuni di questi atteggiamenti posturali dovuti per lo più a posture scorrette e alle fasi di spinta alternate degli arti inferiori, che sono causa di alterazioni momentanee del busto. L’accrescimento scheletrico e muscolare, infatti, costringe il corpo ad assumere nuove posizioni, talvolta scorrette, per ricercare nuovi equilibri che possono, alla lunga, tradursi in atteggiamenti sbagliati. In questo caso parliamo di paramorfismi, ovvero dei difetti del portamento che, senza alcuna modificazione ossea, alterano l’armonico sviluppo dell’organismo ma che possono regredire se si interviene correttamente. Le cause possono essere:

  • Carenza di movimento
  • Eccesso di peso.
  • Errata percezione del proprio corpo.
  • Assunzione di posizioni scorrette.

Quindi? Un paramorfismo può rappresentare un campanello d’allarme? Assolutamente SI!

È questo il momento di monitorare il bambino ed agire attraverso la prevenzione. Suggerire di cambiare spesso posizioni, utilizzare sedute adeguate, attenzionare la postura nei diversi momenti della giornata, consigliare di praticare attività sportiva, risulta fondamentale. Diverso è, invece, il dismorfismo, ovvero un’alterazione della struttura ossea e muscolo-legamentose che induce posizionamenti posturali errati e non reversibili; eccoci davanti a ciò che comunemente viene definita SCOLIOSI.

LA SCOLIOSI

La scoliosi viene definita come “una deformità tridimensionale del rachide e del tronco, la quale presenta deviazioni sul piano frontale, sagitale e trasversale” (Negrini et al., 2018). Una schiena scoliotica presenta sul piano frontale una caratteristica curvatura a “s”, ma anche una rotazione assiale delle vertebre la quale, all’esame clinico, comporta la presenza di un gibbo, e infine un’alterazione delle curvature fisiologiche sul piano sagittale. La diagnosi di scoliosi viene posta quando la deviazione sul piano frontale raggiunge almeno i 10° secondo Cobb.

Essa viene classificata in base a:

  • Eziologia: idiopatica o secondaria
  • Età di insorgenza: infantile, giovanile, adolescenziale, età adulta
  • Gravità: lieve (fino a 25°), moderata (da 25° a 40°), grave (sopra i 45°).
  • Sede: cervicale, cervico-toracica, toracica, toraco-lombare, lombare

IPOTESI EZIOLOGICHE

Dagli studi presenti in letteratura emerge come l’eziologia della scoliosi idiopatica non sia ancora chiara, Nachemson la definisce infatti una sindrome complessa ad eziologia multifattoriale (Nachemson, Sahlstrand, 1977). I fattori che contribuiscono sono:

  • Genetici e familiari
  • Neurologici: Si pensa che alla base della scoliosi possa esserci un’anormale maturazione del SNC ed anomalie significative nel controllo del movimento e della postura a livello dei centri sottocorticali e corticali. Tali danni primari e/o secondari possono coinvolgere il sistema di controllo tonico-posturale, la percezione visivo-spaziale dell’orientamento corporeo nello spazio, il sistema propriocettivo (Dubousset, 1985) o infine il sistema vestibolare (Costanzo G, Frascarelli M, 1983).
  • Biomeccanici: alterazioni del tronco encefalico influiscono sul muscolo trasverso spinale, il quale porterebbe sia alla rotazione vertebrale che alla deviazione laterale della colonna (Veldhuizen et al., 2000).

A QUALE ETA’ BISOGNA PREOCCUPARSI? QUALE ETA’ VIENE DEFINITA CRITICA?

Mamme, gli anni della scuola rappresentano un periodo critico per lo sviluppo della colonna. La protezione della schiena del bambino inizia con la corretta gestione del peso dello zaino e della postura durante lo studio e il gioco. È il momento di promuovere corretti stili di vita, una sana alimentazione e una buona attività fisica. Inoltre, l’età in cui dedicare massima attenzione è: intorno ai 10-13 anni per le ragazze e intorno ai 12-15 anni per i ragazzi. Il periodo pre-adolescenziale e adolescenziale, che spesso coincide con lo sviluppo puberale, è infatti la fase in cui la schiena subisce delle spinte di crescita evidenti. La scoliosi si aggrava proprio in corrispondenza alle fasi di massimo sviluppo, mentre rallenta la progressione o si arresta quando diminuisce la crescita dei corpi vertebrali.

CHE CONSEGUENZE COMPORTA LA SCOLIOSI?

L’adolescenza è un periodo di transizione molto complesso, in cui i ragazzi subiscono trasformazioni fisiche, emotive e psicologiche. Convivere con uno stato di malattia “cronico”, determina la necessità di un’attenzione globale. Le conseguenze più comuni sono:

  • Scorretto posizionamento del bacino: esso può comportare difficoltà a tutti gli organi pelvici, con conseguenti problematiche di tipo urologico, ginecologico e viscerale.
  • Disfunzioni biomeccaniche: l’inclinazione della colonna e la rotazione vertebrale possono comportare asimmetrie a livello di spalle e fianchi, alterando il movimento.
  • Retrazioni e deficit muscolari
  • Algie vertebrali
  • Disfunzioni neuromotorie: deficit di equilibrio e propriocezione
  • Disfunzioni cardio-respiratorie: la scoliosi rappresenta una problematica di tipo restrittivo in seguito alle modificazioni ossee del tronco. Oltre alla problematica ossea, vi è poi una problematica relativa al diaframma e alla muscolatura respiratoria (Piazzinji et al., 2003). Inoltre alcuni studi hanno segnalato la presenza di una ridotta capacità polmonare anche nei soggetti con scoliosi moderata.
  • Disturbi psicologici: la scoliosi provoca un disturbo nello sviluppo dell’immagine corporea di se e problemi estetici.

A CHI RIVOLGERSI?

E’ importante rivolgersi ad una figura medica (ortopedico o fisiatra) specializzato nella cura della colonna. L’esame del paziente infatti è fondamentale e indispensabile per formulare il corretto piano terapeutico, sorvegliare l’evoluzione della curva e verificare i benefici del trattamento riabilitativo. La visita specialistica prevede:

– Esame obiettivo (valutazione del gibbo, delle asimmetrie, verifica delle curve sagittali ecc..)

-Valutazione radiografica

-Misurazioni antropometriche

COME INTERVENIRE?

Il poliambulatorio Orice, centro d’eccellenza specializzato nelle alterazioni posturali, propone dei programmi individuali e globali con lo scopo di migliorare la tua postura e ridurre le ripercussioni che le patologie del rachide hanno, nella fase evolutiva, sugli aspetti fisio-psico-sociali.

 “Ogni corpo può essere plasmato, migliorato, riconfigurato: è solo questione della tecnica utilizzata e della disponibilità plastica dei propri tessuti”

ORICE’S METHOD prevede, inizialmente, un’attenta valutazione attraverso l’analisi posturale. Essa ci consente di raccogliere tutte le informazioni utili per agire specificatamente sul disturbo. Valutare ed agire con accuratezza rappresenta il nostro obiettivo primario, per tale motivo ci avvaliamo di apparecchiature innovative e di ultima generazione. L’analisi posturale comprende L’esame biometrico digitalizzato, che include:

– Esame baropodometrico statico e dinamico in 3D

– Stabilometria

– Podoscopia in 3D

Successivamente il trattamento proseguirà con dei programmi che includono obiettivi specifici e tengono conto della tipologia, delle caratteristiche e della gravità del disturbo.

Il processo rieducativo delle scoliosi nei gradi lievi prevede tappe e modalità ben precise, la cui realizzazione graduale e progressiva concorre ad ottenere i migliori risultati. Tali modalità sono:

  • Rieducazione posturale globale individuale (Presa di coscienza del rachide e della postura corretta, educazione respiratoria, rinforzo muscolare, ergonomia).
  • Terapia manuale
  • Propriocezione e equilibrio
  • Tecnologia Tao-patch

Nel caso in cui la scoliosi fosse moderata o grave, gli specialisti decideranno se sarà necessario affiancare al trattamento riabilitativo l’utilizzo di ortesi o se sarà necessario ricorrere ad approcci più o meno invasivi.

In linea con le linee guida nazionali, inoltre, raccomandiamo lo svolgimento di attività fisica, specialmente a scopo preventivo e nei gradi minori di scoliosi. Essa non sostituisce il trattamento ma consente un’attivazione più ampia e generalizzata di tutto l’apparato locomotore, organico e psicomotorio.

 “La postura è un puzzle non perfetto… ma perfettibile. Gli approcci globali favoriscono l’integrazione delle parti” (D.Raggi) .              

Insieme possiamo far combaciare meglio i pezzi! Ricordati che: La miglior cura è la PREVENZIONE!

 

Bibliografia

Costanzo G, Frascarelli M. Vestibular lesions and sperimental scoliosis. In: Pecina M., editor: “Scoliosis and Kyphosis. Proceedings of the Ist European Congress on Scoliosis and Kyphosis: 1983 October 5-9”; Dubrovnik, Zagreb, 1983;

Dubousset J. Etat actuel des hypotheses etiologiques de la scoliose idiopathiques. Cahiers de Kines 1985;

Milner AD and Milner NE. The place of lung function in children with scoliosis. Procedings Zorab Scoliosis Symposium 1983. Preager, New-York, 1985.

Herman R, Mixon J, Fisher A, Maulucci R, Stuyck J. Idiopathic scoliosis and the central nervous systemm. Spine 1985;

Nicolo ragalmuto, roberto pizziconi, alberto falcone, Ginnastica posturale metodo scientifico, ATS (2017)

Negrini, S., Aulisa, L., Ferraro, C., Fraschini, P., Masiero, S., Simonazzi, P.,Venturin, A. (2005). Italian guidelines on rehabilitation treatment of adolescents with scoliosis or other spinal deformities. Europa Medicophysica, 41(2), 183–201.

Negrini, Stefano, Atanasio, S., Negrini, A., Parzini, S., Negrini, A., Romano, M., & Negrini, A. (2005). The evidence based isico approach to spinal deformities. 111.

Veldhuizen, A. G., Wever, D. J., & Webb, P. J. (2000). The aetiology of idiopathic scoliosis: Biomechanical and neuromuscular factors

Articolo a cura della

Dott.ssa Chiara Famà

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