DOLORE ALLE GINOCCHIA NEL BACK SQUAT? Scopri le cause

DOLORE ALLE GINOCCHIA NEL BACK SQUAT? Scopri le cause

Durante l’esecuzione del back squat avverti delle fitte dolorose al ginocchio e percepisci l’articolazione instabile? Nella fase di discesa senti dei “click” articolari fastidiosi associati a dolore? A fine allentamento l’articolazione risulta rigida e calda? Scopri i motivi.

Devi sapere che l’articolazione del ginocchio rappresenta una delle più complesse del nostro corpo. Essa, attraverso la sua conformazione anatomica ed attraverso le strutture che la compongono, ha l’obiettivo di tollerare grossi carichi, assorbirei i traumi, garantire mobilità e al tempo stesso stabilità all’intero corpo.

BREVI CENNI ANATOMICI SULL’ARTICOLAZIONE DEL GINOCCHIO

Il ginocchio è un articolazione a ginglimo angolare ( troclea ), che comprende l’articolazione tibio-femorale ( articolazione tra tibia e femore che, sul piano sagittale, permette il movimento di flessione da 0° a circa 160°) e l’articolazione patello-femorale (o femoro-rotulea), nella quale la rotula scivola oltre la superficie trocleare del femore durante la flessione e l’estensione del ginocchio. L’articolazione del ginocchio viene inoltre definita “atipica”, poiché oltre a garantire il movimento di flesso-estensione, consente un lieve grado di rotazione. Di seguito vengono elencate le strutture che la compongono:

STRUTTURE OSSEE

L’articolazione del ginocchio è composta dalla presenza di tre strutture ossee:

  • Femore
  • Tibia
  • Patella

La porzione distale del femore rappresenta la troclea, tale zona ha una forma convessa data dalla presenza dei due condili femorali; E’ proprio attraverso i condili che il femore si articola con la tibia, osso pari che insieme al perone costituisce lo scheletro della gamba. La tibia nella sua porzione prossimale presenta due cavità gleinoidee che, però, non risultano essere perfettamente congrue con i condili femorali. Per tale ragione e, per migliorare la superficie di contatto tra le due componenti articolari, sono presenti due strutture fibrocartilaginee ( i menischi) capaci di aumentare e migliorare la continuità articolare.

I MENISCHI

I menischi sono due piccole strutture fibrocartilaginee interposte tra femore e tibia. Essi ammortizzano e ripartiscono uniformemente i carichi, aiutano la cartilagine ad assorbire gli urti, proteggono l’articolazione ed aumentano la congruenza della stessa. I menischi vengono distinti in :

–Menisco mediale : esso presenta una forma semilunare e aderisce alle aree intercondiloidee.

–Menisco laterale : presenta una forma di cerchio ed aderisce ai legamenti crociati tramite la sua parte più interna; aderisce al legamento collaterale laterale con la sua porzione esterna.

I LEGAMENTI

I legamenti hanno il ruolo fondamentale di rafforzare la capsula articolare e di dare stabilità all’intera articolazione del ginocchio. Fra i più importanti ricordiamo:

  • Legamento rotuleo: è un robusto cordone che unisce il margine inferiore della rotula alla tuberosità tibiale. Esso risulta essere la continuazione del tendine del muscolo quadricipite, che ingloba la rotula.
  • Legamenti collaterali (mediale e laterale ): essi aiutano la stabilizzazione del ginocchio sul piano frontale, impedendo movimenti di varismo/valgismo.
  • Legamenti crociati (anteriore e posteriore) : l’ACL (legamento crociato anteriore) è considerato il più grande stabilizzatore del ginocchio. Il suo compito è quello di impedire lo scivolamento anteriore della tibia nel grado massimo di flessione, limita la rotazione interna ed esterna del ginocchio ed impedisce i movimenti di varismo/valgismo. Il legamento crociato posteriore (PCL) può essere considerato la controparte dell’ACL. La sua funzione infatti è quella di impedire lo scivolamento posteriore della tibia.

Inoltre l’articolazione del ginocchio comprende anche un manicotto fibroso, chiamato capsula, che avvolge l’intera articolazione, stabilizzandola durante i movimenti; ed una membrana, detta sinoviale, che riveste la superficie interna della capsula e secerne un liquido vischioso (liquido sinoviale) che lubrifica e nutre l’ articolazione.

COS’E’ IL BACK SQUAT ?

Il back squat è una variante dello squat che viene eseguita con il bilanciere poggiato nella parte posteriore, all’altezza dei trapezi. E’ un esercizio base in quasi tutti i programmi di Powerlifting ed è comunemente utilizzato anche nella disciplina del Crossfit.

Per comprendere a pieno le cause che generano il dolore alle ginocchia, è importante sapere che quando eseguiamo uno squat il nostro ginocchio va incontro a due tipi di forze: forze di taglio e forze di compressione.

Le forze di taglio sono misurate da quanto il femore e la tibia vogliono scivolare l’uno sull’altra, in direzioni opposte. Queste forze possono essere gravemente dannose per i legamenti del ginocchio e aumentano quando le articolazioni superano le punte dei piedi durante la fase discendente dello squat. È quindi necessario controllare questo movimento ed evitare che lo spostamento in avanti delle ginocchia sia eccessivo.

La forze di compressione sono misurate quando due parti del corpo si spingono l’una sull’altra. Nel ginocchio le forza di compressione sono esercitate, in massima flessione, fra tibia e femore e fra rotula e femore. Più profondo è lo squat, maggiore è la forza di compressione.

E’ importante sottolineare che queste forze sono inversamente proporzionali. Ciò significa che quando il ginocchio si flette durante lo squat, le forze di compressione aumentano mentre diminuiscono le forze di taglio.

CAUSE DI DOLORE AL GINOCCHIO NEL BACK SQUAT

La presenza di una scarsa elasticità e/o forza muscolare, una ridotta mobilità articolare a livello di anche, ginocchia e caviglie ed una scorretta esecuzione del gesto atletico ( velocità di esecuzione, profondità, posizionamento di ginocchia e piedi) , sono le cause che possono provocare più frequentemente dolore alle ginocchia. Di seguito alcune di esse vengono maggiormente approfondite.

  • Velocità di esecuzione: Durante la fase di discesa, il soggetto dovrebbe mantenere il pieno controllo della propria velocità e della corretta postura attraverso un movimento fluido e controllato, evitando rapidità e velocità che possono essere alla base di vari infortuni. Hattin et al., ad esempio, hanno evidenziato maggiori forze di taglio e di compressione quando si esegue più velocemente il movimento.
  • Profondità: Effettuare una discesa troppo corta, oltre a determinare una prevalenza dell’attivazione dei quadricipiti a discapito dei glutei, limita la performance ed aumenta il rischio di infortunio. Al contrario invece, eseguire uno squat più profondo, riduce i rischi e migliora il controllo motorio. Studi recenti dimostrano infatti che i legamenti nel punto di maggiore profondità sono sottoposti a uno sforzo minimo. Ad esempio, è dimostrato che lo stress per il LCA durante uno squat è in realtà più elevato durante i primi gradi della discesa (flessione fra i 15° e i 30°). Con l’aumentare della profondità, le forze di stress sul LCA diminuiscono significativamente.
  • Posizione dei piedi: L’atleta dovrebbe assumere una posizione iniziale di ampiezza media con la punta dei piedi rivolta a circa 10° verso l’esterno. Se da un lato è vero, infatti, che una posizione dei piedi stretta minimizza le forze di compressione sul ginocchio, la stessa porterebbe a spostare eccessivamente il ginocchio oltre la punta dei piedi aumentando cosi le forze di taglio. Inoltre il piede deve essere stabile ed a contatto con il terreno, evitando movimento in supinazione/pronazione.
  • Posizione delle ginocchia: La posizione ideale durante lo squat sarebbe quella di avere la tibia in posizione più verticale possibile rispetto al pavimento. La posizione delle ginocchia in valgismo/varismo durante lo squat, potrebbe gravare fortemente sulla componente legamentosa del ginocchio.

TERAPIA E CONSIGLI UTILI

In presenza di dolore acuto, sarà utile e indispensabile intervenire con lo scopo di gestire e ridurre il processo infiammatorio in atto. Sospendere l’attività fisica e l’esecuzione del gesto atletico, adottare un approccio conservativo che preveda l’utilizzo delle terapie fisiche strumentali ( Laser, tecar, ENF, taping neuromuscolare ) in associazione a FANS e ghiaccio, saranno utili per ridurre l’infiammazione e il dolore in una prima fase.

Successivamente sarà di fondamentale importanza la gestione dei carichi e la corretta esecuzione del gesto atletico, attraverso programmi che mirino a migliorare la mobilità articolare, l’elasticità e la forza muscolare. In questa seconda fase l’utilizzo delle apparecchiature isoinerziali sarà fondamentale per migliorare la fase eccentrica in assenza di carico (fase di discesa) dello squat, perfezionando e ottimizzando di conseguenza la coordinazione e il controllo neuromuscolare, al fine di prevenire gli infortuni nell’atleta.

Di seguito verranno elencati alcuni esercizi che dovrebbero sempre essere inclusi in un corretto e completo programma di allenamento, al fine di migliorare la mobilità e la stabilità delle anche e delle ginocchia.

  • single leg hip tilts: migliora la propriocezione dell’anca.
  • split squat: aumenta il reclutamento della muscolatura unilaterale dell’anca.
  • crossover stretch: utile per allungare la muscolatura dell’anca.
  • fire hydrant e hip circles : migliorano lamobilità dell’anca.
  • band squat: stimola le ginocchia ad assumere la corretta posizione nello squat.
  • single romanian deadlift e single leg isometric squat: migliorano la stabilità del ginocchio.
  • walking lounge e wall squat: evita l’eccessivo movimento della tibia in avanti.
  • toe touches: migliora la mobilità di anca e ginocchio.

Ricordiamo inoltre che, per eseguire correttamente il back squat, sarà fondamentale lavorare anche sulla mobilità e sul rinforzo della muscolatura del tronco e della pelvi, con lo scopo di mantenere una corretta postura del torace, del busto e del bacino durante l’esecuzione del gesto atletico.

Inoltre un consiglio utile per evitare e prevenire il dolore alle ginocchia prima del vostro allenamento, è riscaldare adeguatamente l’articolazione. L’obiettivo del corretto riscaldamento è quello, infatti, di “lubrificare” le articolazioni, migliorarne la mobilità, attivare il sistema nervoso centrale per aumentare le prestazioni dell’allenamento e ridurre il rischio di lesioni. Cyclette e squat a corpo libero sono utili per riscaldare l’articolazione del ginocchio. Inoltre utilizzare carichi diversi e graduali, prima di raggiungere il peso definitivo con cui andrai a lavorare, è un ottimo modo per preparare il tuo corpo e il sistema nervoso a stimoli nuovi e sempre maggiori. Oltre a questi accorgimenti di fondamentale importanza, sappi che per ridurre le eccessive sollecitazione a livello delle ginocchia durante l’attività fisica, risulta essere efficace l’utilizzo di ginocchiere; esse infatti hanno lo scopo di contenere, produrre calore e stabilizzare l’articolazione durante le fasi di carico.

Articolo a cura della

Dott.ssa Chiara Famà

VI OCCORRE UN GINOCCHIO NUOVO?

VI OCCORRE UN GINOCCHIO NUOVO?

Ogni anno migliaia di persone riportano gravi lesioni traumatiche al ginocchio in seguito a incidenti automobilistici, cadute dagli sci o altri infortuni nella pratica di qualche sport.

Il ginocchio è un’articolazione della gamba importante per sostenere il corpo. Perciò ginocchi che si piegano o vacillano sono indice di debolezza, e ginocchi che battono l’uno contro l’altro sono un segno di paura.

A partire dalla fine degli anni ’60 gli scienziati cominciarono a comprendere più chiaramente i complessi meccanismi di quest’articolazione. Capirono che il ginocchio non si limita a piegarsi su un singolo asse come il cardine di una porta; compie sia una rotazione che uno scivolamento. Questa ingegnosa combinazione gli conferisce una maggiore ampiezza di movimento, grazie alla quale possiamo camminare, ballare, pattinare e così via.

ANATOMIA DEL GINOCCHIO

Il ginocchio è costituito da due articolazioni: l’articolazione femoro-tibiale (tra femore e tibia) e l’articolazione femoro-rotulea (tra femore e rotula). Entrambe le articolazioni sono contenute nella capsula articolare, formata da due membrane: una esterna detta membrana fibrosa, che si occupa di saldare fortemente le componenti ossee dell’articolazione, e una interna denominata membrana sinoviale, che è preposta a produrre il liquido sinoviale per filtrazione e a mantenerlo all’interno dell’articolazione stessa.

La funzione e la stabilità del ginocchio dipendono dall’interazione di numerose strutture anatomiche come muscoli, ossa, legamenti, cartilagine, liquido sinoviale e altri tessuti connettivi.

I principali legamenti del ginocchio sono quattro: due intra capsulari (il Legamento Crociato Anteriore e il Legamento Crociato Posteriore) e due extra capsulari (il Legamento Collaterale Mediale e il Legamento Collaterale Laterale).

Tra le superfici articolari del femore e della tibia sono interposti il menisco mediale e il menisco laterale. Queste sono due strutture fibrocartilaginee con funzione ammortizzante, stabilizzante e protettiva nei confronti delle superfici articolari e dell’articolazione più in generale.

Tra i muscoli più importanti troviamo i flessori del ginocchio (che comprendono il bicipite femorale, il semitendinoso e il semimembranoso) e il quadricipite costituito da quattro capi: il retto femorale, il vasto intermedio, il vasto mediale e il vasto laterale. Questi muscoli, che si inseriscono per mezzo dei tendini o dei nervi sulle ossa, servono da ponti attraverso le giunture.

Anatomia articolare del ginocchio

I tendini, comunque, non sono da confondere con i legamenti che collegano osso a osso e non si possono stendere. Quando si stendono i legamenti, si ha una dolorosa distorsione.

Una distorsione è una lesione del tessuto molle intorno a una giuntura.

Di solito riguarda le caviglie, le dita i polsi o i ginocchi. La parte si gonfia e fa male se si cerca di fare qualche movimento.

IN CASO DI EMERGENZA

Quali sono alcune misure di primo soccorso che potete prendere in caso di distorsione al ginocchio?

Non vi fate prendere dal panico!

Le prime cure da prestare consistono nel fare sdraiare la vittima e avvolgere la parte ferita in un cuscino e tenerla sollevata. In ogni caso si raccomanda di fare sulla parte dolorante impacchi d’acqua fredda o di mettervi sopra una piccola borsa di ghiaccio tritato. Non immergete l’arto né in acqua calda né in acqua fredda.

QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO?
  • la scarsa coordinazione
  • l’insufficiente flessibilità o forza di muscoli e legamenti
  • le condizioni ambientali avverse
  • la menopausa
  • le patologie di tipo reumatoide
CHE COSA SI PUO’ FARE UNA VOLTA SUPERATA LA FASE ACUTA?

Il meccanismo lesionale e l’entità del trauma possono interessare i tessuti molli dell’articolazione del ginocchio (uno o più legamenti), le componenti cartilaginee come i menischi laterali e mediali, che provocano un versamento articolare palpabile e visibile, e possono coinvolgere anche componenti ossee come condili femorali e piatto tibiale.

Per ripristinare la funzionalità dell’articolazione e rendere più veloce la convalescenza ed il recupero completo, è necessario rivolgersi ad un Medico Ortopedico, per una diagnosi accurata e sicura, ad un Fisioterapista esperto nella valutazione e nel trattamento delle patologie che colpiscono l’apparato muscolo-scheletrico con l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e la pratica di terapia manuali secondo le più recenti scoperte scientifiche.

GRADI DI LESIONE

La letteratura recente che esplora l’anatomia e la biomeccanica del ginocchio ha migliorato la nostra comprensione, la diagnosi e la gestione di queste lesioni. Anche l’esame obiettivo e gli studi di imaging (RMN) sono importanti nella diagnosi e possono facilitare la classificazione delle lesioni dei legamenti di questa complessa articolazione, che influenzano le decisioni terapeutiche.

Da un punto di vista prettamente clinico si distinguono tre principali gradi di lesione a carico di uno o più legamenti del ginocchio al verificarsi di un evento avverso:

  • I grado: meno del 10% delle fibre è danneggiato con dolenzia durante la deambulazione ma che non limita la capacità del ginocchio di sostenere il peso del corpo.
  • II grado: la lesione è considerata lieve se le fibre danneggiate sono meno del 50%, invece si definisce grave se più del 50% delle fibre sono danneggiate con rottura parziale e instabilità del ginocchio durante il movimento o quando ci si mette in piedi e versamento marcato.
  • III grado: lesione completa o quasi di uno o più legamenti con importante instabilità del ginocchio, impotenza funzionale ed ematoma.
TRATTAMENTO: CHIRURGIA SI O NO?

In questo contesto, come già accennato, un accurato esame clinico da parte di un professionista esperto risulta fondamentale per intraprendere un trattamento precoce ed evitare danni collegati al ritardo nella gestione adeguata.

In base alla patologia, il trattamento più adeguato risulta essere quello conservativo, caratterizzato principalmente dalla fisioterapia con focus iniziale sulla gestione e riduzione del dolore e dell’infiammazione.

Il Poliambulatorio Orice con il suo Staff di Medici Ortopedici e di Fisioterapisti altamente qualificati ha selezionato per voi, che avete a cuore la vostra salute, le risorse necessarie per garantirvi terapie efficaci e risolutive:

  • Sapienza e scienza nell’utilizzo di apparecchiature strumentali di ultima generazione che agiscono senza particolari effetti collaterali indesiderati e sono in grado di trasferire in modo misurabile e sicuro dosi di energia modulabili atti a favorire la rigenerazione e la guarigione dei tessuti.
  • Tenacia e grinta nella programmazione degli esercizi terapeutici (atti a ripristinare l’articolarità recuperando il range completo di movimento lavorando sulla flessibilità ed elasticità del comparto muscolare, rivolti a potenziare le capacità di carico e finalizzati a migliorare lo svolgimento delle attività quotidiane in autonomia) secondo un METODO, con base scientifica, innovativo e unico, perché unici sono tutti i nostri pazienti.
  • Equilibrio e costanza nell’organizzazione di un percorso mirato per il recupero della gestualità sport-specifica, ottenuto con metodologie di lavoro e di allenamento cinestetico ed isoinerziale e di reclutamento istantaneo delle unità motorie, che è prerogativa dei grandi campioni.

Il trattamento chirurgico, invece, è indicato nelle situazioni più gravi, nei casi di specifiche lesioni o fratture e ha come obiettivi principali:

  • il ripristino dell’allineamento delle superfici articolari e della corretta posizione anatomica
  • il ripristino della normale biomeccanica del ginocchio
  • il ripristino del funzionamento completo dell’arto.

CONCLUSIONI FELICI

Vi ricordiamo che ogni condizione patologica è diversa da soggetto a soggetto, quindi anche il trattamento sarà modulato sulla base di numerosi fattori e, di conseguenza, tenendo conto del ben-essere di ogni persona, libera di poter esprimere il proprio potenziale.

Equità è la parola chiave che accompagna il nostro nuovo modo di fare medicina e riabilitazione, basato sulla Scienza, che diventa essenziale e strategico per valorizzare le differenze. Equità significa dare a tutti le stesse opportunità: cure da campioni, terapie rapide, efficaci e risolutive.

Ognuno di voi merita di stare bene.

Ginocchia che “urlano”? A Milazzo c’è una Clinica specializzata per guarire in tempi brevi

Ginocchia che “urlano”? A Milazzo c’è una Clinica specializzata per guarire in tempi brevi

Ginocchia che urlano? Non è più un problema. Nasce al Poliambulatorio Orice la Clinica del Ginocchio, realtà scientifica e multidisciplinare che permette di intervenire concretamente e senza lunghi tempi di attesa sia sui sintomi che sulle cause di tutte le patologie che colpiscono il ginocchio

Dalle comuni distorsioni alla tendinite rotulea fino alle lesioni del legamento crociato e alle fratture: sono tanti gli incidenti al ginocchio che possono condizionare le prestazioni di un atleta nelle più comuni discipline obbligandolo a lunghi periodi di stop.

Nell’adulto/anziano la problematica più importante è sicuramente l’artrosi, un processo degenerativo della cartilagine articolare che si cura inizialmente con tecniche non invasive e, infine, con la protesi. L’età media di chi deve essere sottoposto ad una protesi di ginocchio è intorno ai 65-70 anni. Ma oggi, con l’aumento dell’attività sportiva e dei conseguenti traumi a carico di menischi o legamenti crociati e a causa delle fratture articolari in età giovanile, si può andare incontro alla cosiddetta artrosi secondaria, già all’età di 50 anni.

Dott. Alessandro Tripodo

Perché l’articolazione del ginocchio è particolarmente soggetta a danneggiarsi? 

Il ginocchio è un’articolazione della gamba importante per sostenere il corpo. Non si limita a piegarsi su un singolo asse come il cardine di una porta; compie sia una rotazione che uno scivolamento. Questa ingegnosa combinazione gli conferisce una maggiore ampiezza di movimento, grazie alla quale stiamo in piedi, possiamo piegarci, alzarci, girarci, camminare, ballare, pattinare e così via. Il guaio è che si tratta di un’articolazione “delicata”, complessa e proprio per questo più a rischio di rotture o alterazioni della funzionalità.

Com’è fatto il ginocchio? 

Il ginocchio deve garantire una varietà di movimenti superiore alle altre articolazioni, nonostante per motivi anatomici abbia una stabilità inferiore, visto che una superficie quasi piatta, quella della tibia, deve “raccordarsi” con le due parti convesse terminali del femore. Da qui la necessità della presenza dei menischi, che migliorano la distribuzione del carico, e del legamento crociato anteriore e posteriore, che rendono più forte e stabile il ginocchio.

Inoltre, nelle zone in cui si verifica attrito, il ginocchio è avvolto da diverse borse sinoviali. Tali borse, insieme ai tendini e ai muscoli che circondano l’articolazione, sono incluse tra le strutture periarticolari e concorrono al buon funzionamento del ginocchio. Per di più, l’articolazione del ginocchio è avvolta da una grande capsula articolare. La sua  superficie esterna è dotata di numerosi recettori che raccolgono e inviano informazioni sulla posizione dell’articolazione e sulle forze di trazione e pressione alle quali è sottoposta. È costituita da tessuto connettivo denso a fasci intrecciati, spesso é infiltrata di grasso. La parte interna della capsula articolare produce il liquido sinoviale, fondamentale per il metabolismo delle cellule cartilaginee.

Dr. Pino Riolo

Quali sono le cause più comuni del dolore? 

Tra le cause più frequenti ci sono: l’artrosi; gli esiti di lesioni meniscali o di interventi di rimozione di questi “ammortizzatori” posti tra femore e tibia; le deformità dell’asse della gamba, quali ginocchio varo o valgo; le lesioni dei legamenti. Ci sono poi le borsiti prerotulee, legate a microtraumi ripetuti, come il frequente inginocchiamento su superfici dure, e la sindrome femoro-rotulea, una particolare condizione cha ha origine da un difettoso scorrimento della rotula nella sua sede, diffusa tra i giovani, con una predilezione per il gentil sesso, ma che non risparmia gli adulti specie se sportivi o impegnati in attività che comportano un sovraccarico sulla parte anteriore del ginocchio. Cause meno comuni, ma da non sottovalutare, sono l’osteonecrosi nell’anziano e l’osteocondrite dissecante nei giovani, che comporta una sofferenza più o meno estesa della cartilagine.

Come capire che cosa non va?

Ginocchia che si piegano o vacillano sono segno di debolezza. Perciò, una Visita Specialistica Ortopedica e una Valutazione Fisioterapica sono necessarie per indagare tipo, localizzazione e gravità del dolore, ma anche per capire se c’è un versamento o un difetto posturale. La Visita/Valutazione serve poi ad accertarsi che il problema dipenda realmente dal ginocchio e che sia davvero necessario intervenire con infiltrazioni e bisturi. Infatti, oltre ad un’attenta valutazione clinica, di solito occorre prescrivere indagini di approfondimento diverse, a seconda dei sospetti. Per le tendinopatie può bastare l’ecografia e talvolta la risonanza magnetica. La radiografia serve per escludere problematiche ossee, mentre se si sospetta la sindrome femoro-rotulea o patologie meniscali occorre eseguire la risonanza magnetica. La Tac è indicata solo in rari casi. La raccolta accurata dei sintomi è, tuttavia, ciò che più serve a capire l’origine del dolore per valutarne

le caratteristiche come, per esempio, da quanto tempo è presente, quanto è invalidante, quanto è insidioso, se risponde alla terapia con antinfiammatori.

Quindi, tutto è collegato: dalle discipline dell’imaging, a quelle della fisioterapia fino alla chirurgia. Per questo, si concretizza al Poliambulatorio Orice, dopo studi, ricerche e approfondimenti, e decenni di esperienza diretta sul campo, l’ideazione della Clinica del Ginocchio, una realtà multidisciplinare con sede a Milazzo che si occupa di:

– Sviluppare per ciascun paziente percorsi di diagnosi e cura di massimo livello nell’ambito di tutte le affezioni che colpiscono il ginocchio.

– Fornire trattamenti riabilitativi validati scientificamente e frutto di condivisione, collaborazione e sinergie con centri di eccellenza internazionali nel settore della medicina ortopedica del ginocchio.

– Portare forte innovazione nell’ambito della chirurgia protesica e ricostruttiva del ginocchio.

Quali sono le migliori cure possibili? 

Oltre il 20% delle persone che si sottopongono ad un intervento di sistemi protesici al ginocchio si dice insoddisfatto per le diverse problematiche che influenzano la qualità della vita (dolore, infiammazione, mismatch dimensionale). “Tale insoddisfazione – spiega il dottore Alessandro Tripodo, Chirurgo Ortopedico Specialista in Chirurgia Ricostruttiva Articolare, Artroscopica e Protesica dell’arto inferiore e Robotica per la protesi di ginocchio e Responsabile dell’ Unità Funzionale del San Camillo Hospital di Forte dei Marmi (LU ) – è generalmente riconosciuta come un non corretto bilanciamento delle parti mobili (legamenti collaterali, capsula articolare e ulteriori strutture legamentose proprie del ginocchio)”.

Il Poliambulatorio Orice conta di Chirurghi Ortopedici illustri in grado di applicare l’intelligenza artificiale e l’innovazione tecnologica alla progettazione di impianti protesici personalizzati. La particolarità di queste nuove tecniche sta nel perfetto allineamento delle componenti impiantate e nell’ottimale bilanciamento dei legamenti che compongono l’articolazione del ginocchio. La tecnologia applicata anche alla Fisioterapia permette poi di monitorare la riabilitazione di tutti i pazienti (trattati chirurgicamente e non) e di garantire un recupero più veloce, più duraturo, più performante e con una notevole riduzione del dolore.

Accanto alla chirurgia tradizionale, il professore Enrico Castellacci ed il dottore Alessandro Tripodo, impiegano nei loro interventi le cellule staminali ed i fattori di crescita, in grado di stimolare la rigenerazione delle cellule che compongono la cartilagine ed il cui utilizzo dà risultati eccellenti nelle lesioni tendinee, muscolari e articolari.

Direttore del Centro di Riferimento Nazionale di Medicina e Chirurgia Rigenerativa dell’Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità, e Responsabile, tra le tante cariche, dello Staff Medico della Nazionale Italiana di Calcio,  Castellacci dichiara: «Nel campo ortopedico, e quindi anche nel campo medico sportivo,  è possibile sfruttare sia i fattori di crescita, come il Plasma Ricco di Piastrine, che dà un input, tramite infiltrazione, alla rigenerazione di cartilagine, tessuti o tendini, sia le staminali adulte, al fine di recuperare determinati tessuti, rigenerandoli. La filosofia della medicina, nel futuro, non sarà volta più a sostituire, nonostante la chirurgia protesica/ricostruttiva rappresenti oggi una fonte di soluzione e gratificazione umana incredibile, bensì a rigenerare».

Prof. Enrico Castellacci

A chi rivolgersi per ricevere terapie di alto livello e trattamenti da campioni?

«Abbiamo il piacere di lavorare con eccellenze di calibro nazionale ed internazionale all’avanguardia nella ricerca e nell’ortopedia dotate di grande esperienza e capacità che affiancano il team dei professionisti di Orice, che già vanta di professionalità di altissimo livello nel campo della Fisioterapia e della Medicina.” – spiega il dottore Pino Riolo, CEO del Poliambulatorio Orice, Fisioterapista e Fondatore di Nicchie di Specializzazione come la Clinica del Ginocchio in sinergia con il professore Castellacci ed il dottore Tripodo – . “Insieme portiamo forte innovazione nella riabilitazione e cura del paziente affetto da gonalgia, trattando tutte le patologie che colpiscono il ginocchio. Garantiamo terapie d’avanguardia e cure di prim’ordine a tutti i pazienti che chiamano per fissare una Valutazione Fisioterapica e/o una visita Ortopedica con i nostri specialisti. Per mantenere questi standard elevati nel settore sanitario sono necessari professionalità, esperienza e trasparenza, elementi presenti in tutto il team coinvolto nelle risposte ai clinical needs dell’ortopedia del ginocchio. Divulghiamo conoscenza e salute, perché tutti i nostri pazienti valgono», aggiunge il dottore Riolo – .

(ARTICOLO PUBBLI-REDAZIONALE A CURA DI MILAZZO 24 )

https://youtube.com/watch?v=2kHcaM-jD-Q%3Fautoplay%3D0%26enablejsapi%3D1%26wmode%3Dopaque
New Clinica della Spalla e del Gomito al Poliambulatorio Orice: la terapia con i chirurghi 4.0

New Clinica della Spalla e del Gomito al Poliambulatorio Orice: la terapia con i chirurghi 4.0

https://youtube.com/watch?v=iM-Y0vk45lY%3Fautoplay%3D0%26enablejsapi%3D1%26wmode%3Dopaque

Hai dolore alla spalla e sei stanco di fare inutili esami? Hai un problema al gomito e vuoi risolverlo? Sei alla ricerca dell’indirizzo terapeutico e diagnostico più efficace?
Per capire se si tratta di un danno serio e quali sono le cure più strategiche e innovative chi si rivolge al Poliambulatorio Orice di via Col Bertè a Milazzo riceve una diagnosi praticamente immediata, risposte esaurienti alle loro domande in merito alle cause e concause della problematica in atto e le migliori terapie possibili.
I dolori alla spalla e al gomito sono diventati ormai frequentissimi sia tra i giovani che tra le persone avanti con gli anni; sono diventati comuni non solo nei praticanti degli sport tipicamente a rischio (tennis e discipline affini come golf, scherma, baseball, sport di lancio) ma anche in coloro che, nell’ambito di svariate attività lavorative, devono sollevare le braccia sopra la testa e/o svolgono movimenti ripetitivi di estensione e supinazione dell’avambraccio e del polso e di

flessione/estensione e adduzione/abduzione della mano e delle dita. L’approccio oggi è multidisciplinare, non più solo chirurgico ma riabilitativo e tecnologico. È importante agire con prontezza, per evitare che la patologia in atto abbia significative ripercussioni sulla biomeccanica dell’articolazione coinvolta e causi una perdita totale della funzione.

Al Poliambulatorio Orice puoi trovare diverse figure professionali: Specialisti di Spalla e dell’Avambraccio in grado di mettere a disposizione del paziente competenze mediche, riabilitative e umane a 360°.
Il trattamento iniziale è di tipo conservativo: la fisioterapia associata alla terapia medica, che include l’uso di infiltrazioni articolari eco guidate, determinano una diminuzione significativa del dolore e dell’infiammazione.
La Fisioterapia ha un ruolo cardine, per migliorare l’articolarità della spalla e del gomito. Infatti, viene suggerito dalla ricerca scientifica lo svolgimento di un piano terapeutico riabilitativo a lungo raggio d’azione, che preveda l’utilizzo di tecnologie strumentali e di neuromodulazione all’avanguardia, il rinforzo graduale dei muscoli coinvolti dal trauma o dalla lesione, il ripristino dell’articolarita’ ed esercizi propriocettivi e di recupero mirato del gesto atletico e/o della funzionalità specifica.

Dr. Pino Riolo

Cosa occorre per una diagnosi corretta e immediata? 

Ai chirurghi di nuova generazione sono richieste abilità che non iniziano e finiscono in sala operatoria. Occorrono competenze che consentano di risolvere i problemi dei pazienti senza dover ricorrere sempre all’intervento.
La letteratura è concorde: l’ecografia è un’importante guida per il chirurgo nel processo clinico-decisionale e nel trattamento di ogni patologia di spalla e dell’avambraccio. 
Con l’ecografia dinamica e comparativa, ed eventualmente con la terapia infiltrativa ecoguidata, è possibile porre una diagnosi immediata e ridurre il dolore del paziente con spalla dolorosa acuta (identificando subito tendiniti, calcificazioni, lesioni parziali o complete di cuffia, versamenti sinoviali della borsa subacromiale, articolari e della doccia bicipitale) e tendinopatia inserzionale dell’avambraccio, già durante la prima visita.

Ecco perché lo Staff dei Chirurghi Ortopedici di Spalla e Avambraccio di Orice, di cui fa parte il dott. Gabriele Campochiaro, il dott. Daniele Amato ed il dott. Paolo Righi, possono essere definiti Chirughi 4.0
La visita clinica con ecografia in tempo reale è un approccio innovativo che permette allo specialista di spalla e dell’avambraccio che opera presso il Poliambulatorio Orice di:
– vedere con l’ecografo dentro la spalla o dentro il gomito del paziente, anche con l’arto in movimento
– correlare i dati clinici della visita all’esame ecografico
– effettuare una diagnosi immediata della patologia
– intervenire con trattamenti immediati (come infiltrazioni o svuotamenti delle calcificazioni) con precisione millimetrica. 

Questo approccio avanzato riduce anche il ricorso agli esami di secondo livello, come la risonanza magnetica, favorisce il miglioramento del dolore in tempi molto brevi, consente un più rapido trattamento riabilitativo e riduce il ricorso a terapie farmacologiche.
A tutto ciò si aggiunge la specialità d’elezione dei Medici Chirurghi Ortopedici di Spalla e Avambraccio di Orice, cioè l’intervento chirurgico, praticato ogni qual volta sia considerato la soluzione più idonea al singolo caso specifico e nelle seguenti aree di interesse:

– Traumatologia dell’Arto Superiore e Chirurgia Open di Spalla
– Chirurgia ricostruttiva artroscopica della spalla
– Riparazione artroscopica di lesioni della cuffia dei rotatori
– Stabilizzazione artroscopica e open per instabilità di spalla
– Riduzione e sintesi di fratture di spalla, con protesi anatomica ed inversa di spalla
– Trattamento ecoguidato percutaneo della tendinopatia calcifica di cuffia.
– Chirurgia elettiva e traumatologica di gomito (protesica, open, artroscopica)

A chi rivolgersi per ricevere terapie di alto livello e trattamenti da campioni?

«Abbiamo il piacere di lavorare con eccellenze di calibro nazionale ed internazionale all’avanguardia nella ricerca e nell’ortopedia dotate di grande esperienza e capacità che affiancano il team dei professionisti di Orice, che già vanta di professionalità di altissimo livello nel campo della Fisioterapia e della Medicina.” – spiega il dottore Pino Riolo, CEO del Poliambulatorio Orice, Fisioterapista e Fondatore di Nicchie di Specializzazione come la Clinica del Ginocchio in sinergia con il professore Castellacci ed il dottore Tripodo – . “Insieme portiamo forte innovazione nella riabilitazione e cura del paziente affetto da gonalgia, trattando tutte le patologie che colpiscono il ginocchio. Garantiamo terapie d’avanguardia e cure di prim’ordine a tutti i pazienti che chiamano per

fissare una Valutazione Fisioterapica e/o una visita Ortopedica con i nostri specialisti. Per mantenere questi standard elevati nel settore sanitario sono necessari professionalità, esperienza e trasparenza, elementi presenti in tutto il team coinvolto nelle risposte ai clinical needs dell’ortopedia del ginocchio. Divulghiamo conoscenza e salute, perché tutti i nostri pazienti valgono», aggiunge il dottore Riolo – .

Chiama subito e potrai prenotare in tempi brevi una Valutazione Fisioterapica col CEO di Orice, il Dottore Riolo, e/o con i Chirurgi Ortopedici Specialisti di Spalla e Avambraccio, per approfondimenti diagnostici e una terapia migliore: globale, risolutiva ed effettuata in tempi rapidi.

(ARTICOLO PUBBLI-REDAZIONALE A CURA DI MILAZZO 24 )

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Milazzo, riabilitazione della spalla: convegno nazionale promosso dal Poliambulatorio Orice

Milazzo, riabilitazione della spalla: convegno nazionale promosso dal Poliambulatorio Orice

Si è tenuto all’Eolian Milazzo Hotel un importante evento scientifico dal tema: “Siamo la Spalla… oltre la tendinopatia c’è di piu’…”. Un evento unico per il Sud Italia che ha puntato a trattare ampiamente e con un programma scientifico di respiro internazionale. Presente il gotha della Chirurgia della Spalla Italiana, tanta riabilitazione specialistica della spalla con rehab treatment news, casi clinici, visite con ecografia reel live e ampio spazio per la discussione con gli esperti.

La scelta di Milazzo per questo evento non è stata casuale: infatti qui è nato il Poliambulatorio Orice e con esso progetti visionari che già da parecchi anni hanno trovato diffusione e ampio utilizzo nel comprensorio locale e non solo, con risultati straordinari in termini di efficacia delle cure e di risoluzione del dolore di spalla con trattamenti conservativi immediati.

Coordinato dal dottore Paolo Baudi e grazie all’intervento del dottore Gabriele Campochiaro, medici Ortopedici della Shoulder Clinic di Modena, l’evento di alta formazione ha avuto grande riscontro.

Molto importanti sono state le relazioni delle dottoresse Daniela Codeluppi e Anna Tripi sulle principali tecniche riabilitative di spalla. Novità impattanti sulla riduzione del dolore e sul recupero della corretta performance funzionale. Contenuti ampiamente condivisi e già in uso nella sua pratica riabilitativa dal dottore Pino Riolo (insieme al dottore Gianfranco Lisitano), che ha partecipato all’evento in qualità di moderatore.

Col il suo lavoro e la sua passione, il dottore Pino Riolo ha contribuito insieme al dottore Gabriele Campochiaro e al dottore Paolo Righi alla fondazione e sviluppo a Milazzo della Clinica della Spalla, straordinaria realtà multidisciplinare che racchiude competenze e integrazione di saperi in ambito clinico, chirurgico e riabilitativo nella diagnosi e cura di tutte le patologie della Spalla.

“Siamo stati fieri di aver ospitato eccellenze di così grande calibro nella nostra Cittadina – dichiara il dottore Riolo – e di mettere al servizio dei nostri pazienti le migliori cure possibili con diagnosi praticamente immediate e terapie risolutive ed effettuate in tempi brevi”.

(ARTICOLO PUBBLI-REDAZIONALE A CURA DI MILAZZO 24 )